Cibo E Salute


Perché  scegliere l’olio extra vergine di oliva e diffidare dell’olio di oliva 

86542488-285x300L’olio di oliva extra vergine è uno degli ingredienti fondamentali della Cucina Mediterranea, il cardine della alimentazione sana e genuina, grazie alla presenza di un equilibrato rapporto tra acidi grassi saturi ed insaturi, tra cui l’acido oleico che riduce il colesterolo LDL, senza modificare la quantità di colesterolo HDL, e grazie ad un elevato contenuto di sostanze antiossidanti, come polifenoli, tocoferoli e carotenoidi. La qualità dell’olio di oliva vergine dipende da diversi fattori, tra cui il grado di maturazione delle olive, la modalità di conservazione, lavorazione ed estrazione. Gli oli di oliva vergini vengono classificati in: extra vergine, vergine e vergine lampante. L’olio di oliva vergine lampante presenta una elevata degradazione ossidativa, idrolitica e sostanze maleodoranti, per cui deve essere sottoposto ad una raffinazione, ottenendo l’olio di oliva raffinato, che viene addizionato all’olio di oliva vergine, ottenendo così l’olio di oliva. Purtroppo la raffinazione, che comprende decolorazione e deodorazione,
a causa delle alte temperature e dei processi catalitici, determina la comparsa di prodotti secondari della degradazione ossidativa, tra cui i PTGA (oligo polimeri dei trigliceridi). I PTGA hanno effetti potenzialmente tossici per la salute del consumatore, determinando tra l’altro ritardo della crescita, aumento di peso di fegato e reni e disordini del sistema enzimatico, inoltre sono pro-ossidanti. Il contenuto in PTGA negli oli di oliva può variare tra 0,2% e 1,18 %, ma nessuna normativa prevede l’obbligo di riportare tale indicazione in etichetta, non tutelando il consumatore. ​Siamo dunque cauti nel consumare l’olio di oliva, abbondante nei prodotti conservati sotto olio (dal tonno alle verdure), nei prodotti da forno e spesso utilizzato nella ristorazione a causa del prezzo conveniente: preferire sempre e solo l’ olio extra vergine di oliva, italiano e non proveniente dalla  UE.

Lo zenzero

 foto125Lo zenzero Lo zenzero (Zingiber officinalis) è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia orientale. I suoi principi attivi sono presenti nel rizoma, ricco di oli essenziali, composti fenolici, cellulosa e carboidrati. Lo zenzero, sia fresco che in polvere, si è dimostrato molto efficace per combattere i problemi digestivi: facilita il passaggio del contenuto dello stomaco nel intestino e l’eliminazione degli scarti con le feci. L’azione digestiva dello zenzero, inoltre, si esplica attraverso la stimolazione della colecisti e la regolarizzazione della secrezione della bile, evitando reflussi e gastriti provocati da un eccesso di acidità, soprattutto dopo un pasto molto ricco di grassi. Inoltre ha un’ottima azione anti nausea, utile a chi soffre di mal d’auto e, a piccole dosi, alle gestanti. Fresco o sotto forma di infuso combatte anche l’eccesso di secrezioni e i catarri respiratori e intestinali. Aggiunto ai cibi ricchi di grassi, ne limita l’assorbimento e facilita la loro digestione. La polvere di zenzero si è dimostrata efficace per la protezione della mucosa gastrica pur esplicando anche una notevole azione antinfiammatoria, comparabile a quella dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Protegge la mucosa digestiva e previene la formazione di ulcere: ne basta un pizzico su pesce, carne, risotti, contorni e macedonie. In Cina l’infuso di zenzero veniva utilizzato già migliaia di anni prima della nascita di Cristo ed ancora oggi viene impiegato dalla medicina cinese per armonizzare la digestione, per l’azione anti nausea, contro le intossicazioni alimentari, contro la tosse ed il catarro. Per questo, soprattutto d’inverno o quando si mangiano troppi cibi grassi, è bene bere un infuso di zenzero caldo. In India e in Cina lo zenzero è base di numerosi condimenti per gustosi piatti di carne o pesce, per la preparazione di sciroppi, biscotti e bevande fermentate. In India rientra nella composizione del curry, un miscuglio di polveri aromatiche e piccanti usato per condire pollo e riso.

 

 

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